Riflessioni sull’utilizzo delle risorse termali del territorio di San Saturnino
Scritto da: LAMMINISTRATORE, il 20 giugno 2009Mi è arriva una email con un articolo allegato.
Nell’email si introduce l’articolo così:
‘Salve LAMMINISTRATORE
Visto l’ articolo pubblicato da La Nuova Sardegna, inerente il termalismo in Sardegna, 16 giugno 09, mi permetto alcune riflessioni, di cui in allegato, sulla tematica del malessere delle zone interne e nella fattispecie prospettive del Termalismo in Goceano, se possibile inserirlo come momento di att.ne su benetutti.net, e visto che recentemente si è registrata la presenza di qualche amm.re comunale di Benetutti, chissà che non gli dia qualche input propositivo, in considerazione alla palese immobilità sulla questione Termale!! Le altre considerazioni pare le stiano proponendo, polemicamente o meno, già altri, comunque per costruire può servire anche questo, l’importante è rimanere sulle rotaie della correttezza seppur nella distinzione fra i ruoli.
Grazie’
E qui l’articolo:
Qualche settimana fa, a Bono, si è tenuto un convegno in cui si è dibattuto su nuove forme d’approccio della programmazione regionale rispetto alle problematiche delle zone interne.
Per l’ennesima volta si sono viste facce vecchie e nuove, a sviscerare tematiche, ormai croniche, attinenti le situazioni di malessere dei nostri territori, da talune considerazioni pare che il passato e il fiume di risorse pubbliche malamente speso debbano essere pagine da cancellare.
Io ritengo che le nostre comunità non abbiano bisogno di vedere dilapidare ulteriori risorse con ennesimi studi, piani economici e progettazioni di vario tipo, ma che ben poco hanno a che vedere con le situazioni locali.
Non se ne ha bisogno perché indicazioni e direttive , che più dettagliate non si può, sono già contenute nella cosiddetta progettazione integrata presentata un paio di anni fa alla Regione, bene da li si può partire, si diano precise priorità e su quelle si lavori, le risorse disponibili da qui al 2013 potrebbero bastare per cancellare anni di ritardo e allontanare definitivamente lo spauracchio della crescita zero con il disfacimento sociale, e non solo, di intere zone interne.
Da Benetuttese e Goceanino, ritengo, ad esempio, che il Turismo Termale sia, insieme alla montagna, il settore da cui può scaturire un reale affrancamento dall’attuale triste realtà, è la sola “macro-struttura” economica, da cui possono rigenerarsi tutte le altre, ormai agonizzanti: agro-alimentare, zootecnia, artigianato, di pari passo, contestualmente, si auto-implementano le nuove opportunità ad esse connesse: turismo ambientale e sociale, servizi, terziario avanzato e di conseguenza, ancora, indotto, tanto indotto.
Non sono favole ne sogni di inizio estate, la nostra risorsa termale si inserisce in un tessuto ambientale di grande valore,direi unico, le “intenzioni” della politica regionale verso il termalismo dovrebbero essere finalizzate ad una compiuta ottimizzazione delle stesse risorse.
Dati statistici, sostengono che una struttura alberghiera ricettiva termale della capacità di 100 posti letto dà diretto lavoro a 20/25 persone e mette in moto attività indotte che offrono occupazione ad altre 10/15 unità, quindi, in base alle risorse termali del nostro territorio, considerando pure che non è obbligo che tutte le strutture dispongano di proprie sorgenti, potrebbero essere attivati nel tempo non meno di 800/1000 posti letto, creando con l’indotto almeno 250/300 posti di lavoro.
Indubbiamente per raggiungere tale obiettivo occorrono azioni coordinate di sviluppo che devono essere elaborate dalle Amministrazioni locali, l’Amministrazione provinciale, e dalla Regione Sarda, le linee essenziali sono tracciate e già a disposizione di questi enti, si deve cercare, per una compiuta pianificazione, di attivare “stimolanti” accordi di programma, e di interesse, con capaci investitori privati ed istituzionali.
L’”ATTENZIONE POLITICA” dei vari soggetti riguardo alle zone interne, deve essere finalmente concretizzata, iniziative serie e quanto più rapide devono essere attivate, le Amministrazioni interessate, abbiano il coraggio di non generare nuove “illusioni” ma usino le, forse ultime, risorse comunitarie per definire situazioni già ampiamente discusse.
Con stima
Maurizio Lai

Il Tempo a Benetutti



















